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"Cari Ex Allievi/e, fate che la gente,
domandando chi siete,
possa sentirsi rispondere stupefatta:
è un figlio di don Bosco"



Il Papa a Bari messaggio di pace PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Sunday 08 July 2018
il monito del Papa: non si può parlare di pace e riarmarsi. L'auspicio che il Medio Oriente non sia più arco di guerra teso tra i continenti ma arca di pace accogliente per i popoli e le fedi
(Lapresse)

(Lapresse)

Non c'è alternativa possibile alla pace in Medio Oriente. Il Papa ne è convinto e ripete, anche alla fine del colloquio a porte chiuse con patriarchi, il suo appello affinché cessino in tutta la regione i focolai di guerra. «Chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!». In sostanza, è l'auspicio del Pontefice, mentre bianche colombe volano in cielo davanti alla Basilica, la speranza è «il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi. Amato Medio Oriente, si diradino da te le tenebre della guerra, del potere, della violenza, dei fanatismi, dei guadagni iniqui, dello sfruttamento, della povertà, della disuguaglianza e del mancato riconoscimento dei diritti».

Il volo di colombe (video di Tv2000)

No, davvero non c'è alternativa alla pace. E infatti, aggiunge Francesco, «non le tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volontà reale di ascolto e dialogo. Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro».

È l'importante punto di arrivo dell'incontro del Papa con i patriarchi delle Chiese del Medio Oriente. La tavola rotonda all'interno della Basilica è durata due ore e mezzo.

(Lapresse)

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Il colloquio con i patriarchi

Introdotta da una prolusione dell'amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini, l'arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, è proseguita con il dialogo fraterno. Il Papa al termine riassume: «Incoraggiati gli uni dagli altri, abbiamo dialogato fraternamente. È stato un segno che l’incontro e l’unità vanno cercati sempre, senza paura delle diversità. Così pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni». E questa è anche una metodologia di pace: «Uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri. Solo così, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace».

Non si può parlare di pace e armarsi

Poi il Papa passa in rassegna le diverse cause della guerra ed entra nello specifico delle situazioni. «La violenza è sempre alimentata dalle armi. Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre di nascosto si perseguono sfrenate corse al riarmo. È una gravissima responsabilità, che pesa sulla coscienza delle nazioni, in particolare di quelle più potenti. Non si dimentichi il secolo scorso, non si scordino le lezioni di Hiroshima e Nagasaki, non si trasformino le terre d’Oriente, dove è sorto il Verbo della pace, in buie distese di silenzio. Basta contrapposizioni ostinate, basta alla sete di guadagno, che non guarda in faccia a nessuno pur di accaparrare giacimenti di gas e combustibili, senza ritegno per la casa comune e senza scrupoli sul fatto che il mercato dell’energia detti la legge della convivenza tra i popoli!».

Per la «martoriata Siria» Francesco sottolinea: «La guerra è figlia del potere e della povertà. Si sconfigge rinunciando alle logiche di supremazia e sradicando la miseria. Tanti conflitti sono stati fomentati anche da forme di fondamentalismo e di fanatismo che, travestite di pretesti religiosi, hanno in realtà bestemmiato il nome di Dio, che è pace, e perseguitato il fratello che da sempre vive accanto».

Si rispetti lo status di Gerusalemme

Per Gerusalemme la richiesta è di rispettare lo status quo secondo quanto deliberato dalla Comunità internazionale e ripetutamente chiesto dalle comunità cristiane di Terra Santa. «Solo una soluzione negoziata tra Israeliani e Palestinesi - aggiunge il Pontefice -, fermamente voluta e favorita dalla Comunità delle nazioni, potrà condurre a una pace stabile e duratura, e garantire la coesistenza di due Stati per due popoli».

Il pensiero del Papa va ai bambini che «hanno passato la maggior parte della vita a vedere macerie anziché scuole, a sentire il boato sordo di bombe anziché il chiasso festoso di giochi. L’umanità ascolti – vi prego – il loro grido». Infine l'appello conclusivo: «Amato Medio Oriente, "su te sia pace" (Sal 122,8), in te giustizia, sopra di te si posi la benedizione di Dio».

Il Papa e i patriarchi si recano infine in episcopio per il pranzo offerto dall'arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci.

Fonte Città del Vaticano, Roma.

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Messaggio del Santo Padre al forum delle famiglie PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Sunday 17 June 2018
Nel discorso, interamente a braccio, ai delegati del Forum delle Famiglie, Francesco ha parlato anche di aborto selettivo, di fedeltà coniugale e del dibattito sull'Amoris Laetitia
Il Papa ha ricevuto stamani in udienza, in Aula Clementina, i delegati del Forum delle Famiglie (Ansa)

Il Papa ha ricevuto stamani in udienza, in Aula Clementina, i delegati del Forum delle Famiglie (Ansa)

«Fa dolore dirlo: oggi si parla di famiglie diversificate, di diversi tipi di famiglia. Sì è vero: famiglia è una parola analoga, si dice anche "la famiglia delle stelle", "la famiglia degli animali". Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna. Può darsi che non siano credenti ma se si amano e uniscono in matrimonio sono a immagine e somiglianza di Dio. Per questo il matrimonio è un sacramento grande». Lo ha detto papa Francesco, parlando a braccio, rivolgendosi alla delegazione del Forum delle Associazioni Familiari ricevuta stamani in udienza in occasione dei 25 anni dalla fondazione.

>>> LEGGI IL TESTO DEL DISCORSO PRONUNCIATO DAL PAPA (CLICCA QUI) <<<

Dopo avere ascoltato il saluto di Gigi De Palo, presidente del Forum delle Famiglie, il Papa ha lasciato il testo scritto («mi sembra un po' freddo», ha detto) per rivolgersi al suo uditorio in maniera colloquiale. E così facendo ha toccato molti temi discussi: dall'aborto selettivo all'infedeltà, alle critiche che sono state fatte all'esortazione apostolica Amoris Laetitia. Non ha dunque parlato espressamente di "Fattore Famiglia" e dell'importanza che un Paese investa sulla famiglia, temi che erano presenti nel testo scritto, che è stato consegnato e dato per letto (LEGGI L'INTEGRALE DEL TESTO SCRITTO).


Amoris Laetitia non è una casistica del «si può o non si può»

Invitando le coppie a leggersi la sua esortazione apostolica sulla gioia dell'amore citata poco prima da De Palo («Leggete - ha suggerito il Papa - il quarto capitolo, è il nocciolo dell'Amoris laetitia, parla della spiritualità di ogni giorno»), Francesco ha fatto riferimento al dibattito sorto attorno ad essa. «Alcuni hanno ridotto l'Amoris Laetitia - ha detto - ad una sterile casistica "si può-non si può": non hanno capito nulla». Nell'esortazione apostolica «non si nascondono i problemi» e per questo i fidanzati debbono essere aiutati nella preparazione del matrimonio. «La famiglia è un'avventura bella e oggi, lo dico con dolore - ha aggiunto il Papa -, vediamo che tante volte si pensa ad incominciare una famiglia, a fare un matrimonio, come fosse una lotteria. "Andiamo, se va, va, se non va cancelliamo la cosa e cominciamo un'altra volta"». Francesco ha stigmatizzato questa «superficialità» nei confronti del «dono più grande che Dio ha dato all'umanità: la famiglia».

L'elogio della fedeltà e della pazienza

Un altro tema delicato sul quale il Papa è voluto intervenire, davanti ai coniugi, è la quello della fedeltà. «Una cosa che nella vita matrimoniale aiuta tanto - ha detto - è la pazienza, sapere aspettare. Ci sono nella vita situazioni di crisi forti, brutte, dove anche arrivano tempi di infedeltà». Francesco ha lodato «la pazienza dell'amore che aspetta. Tante donne, ma anche l'uomo talvolta lo fa, nel silenzio hanno aspettato, guardando da un'altra parte, aspettando che il marito tornasse alla fedeltà». Questa - ha sottolineato Francesco - è «la santità che perdona tutto perché ama».

Un catecumenato per il matrimonio

Il Pontefice ha raccontato questo episodio: «Una volta una donna, a Buenos Aires, mi ha detto: "Voi preti siete furbi: studiate otto anni per diventare preti, e poi se dopo qualche anno la cosa non va, una bella lettera a Roma e ti danno il permesso e tu puoi sposarti. Invece a noi, che ci danno un sacramento per tutta la vita, ci accontentate con tre o quattro conferenze di preparazione, e questo non è giusto"». «Ci vogliono conferenze di preparazione - ha commentato Francesco a proposito della preparazione al matrimonio - ma servono uomini e donne amiche che aiutano i giovani a maturare nel cammino». E ha suggerito: «Oggi c'è bisogno di un catecumenato per il matrimonio, come c'è un catecumenato per il battesimo». La preparazione al matrimonio è importante «anche per la successiva educazione dei figli. Non è facile educarli, sono più svelti di noi nel mondo virtuale, sanno più di noi» ha osservato il Papa. «Educare al sacrificio della vita familiare non è facile!», ha esclamato infine comprendendo entrambi i momenti: la formazione al matrimonio e l'educazione che gli sposi daranno ai figli.

L'aborto selettivo, pratica nazista

Francesco ha affrontato anche il tema dell'aborto selettivo. «Ho sentito dire che è di moda - ha detto -, o almeno è abituale che quando nei primi mesi di gravidanza si fanno gli studi per vedere se il bambino non sta bene o viene con qualcosa, la prima offerta è: "lo mandiamo via"». «L'omicidio dei bambini: per risolvere la vita tranquilla si fa fuori un innocente». «Da ragazzo - ha aggiunto Francesco - la maestra che faceva storia ci diceva della rupe, per buttarli giù, per salvaguardare la purezza dei bambini. Una atrocità, ma noi facciamo lo stesso». «Perché - si è chiesto ancora il Papa ad alta voce - non si vedono nani per la strada? Perché il protocollo di tanti medici dice: viene male, mandiamolo via». «Il secolo scorso - ha scandito il Pontefice - tutto il mondo si è scandalizzato per quello che facevano i nazisti. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi».

Il discorso scritto: la famiglia al centro del progetto divino...

La famiglia, si legge nel discorso che era stato preparato (TESTO INTEGRALE), «sta al centro del progetto di Dio». «Essendo culla della vita e primo luogo dell’accoglienza e dell’amore, essa ha un ruolo essenziale nella vocazione dell’uomo». Purtroppo nella nostra società, spesso tentata e guidata «da logiche individualistiche ed egoistiche» non di rado si «smarrisce il senso e la bellezza dei legami stabili, dell’impegno verso le persone, della cura senza condizioni, dell’assunzione di responsabilità a favore dell’altro, della gratuità e del dono di sé. Per tale motivo - prosegue il Papa - si fatica a comprendere il valore della famiglia e si finisce per concepirla secondo quelle stesse logiche che privilegiano l’individuo invece che le relazioni e il bene comune».

... e i figli massimo investimento per un Paese

«È un autentico paradosso - denuncia il discorso di Francesco - che la nascita dei figli, che costituisce il più grande investimento per un Paese e la prima condizione della sua prosperità futura, rappresenti spesso per le famiglie una causa di povertà, a motivo dello scarso sostegno che ricevono o dell’inefficienza di tanti servizi». «La sensibilità che portate avanti riguardo alla famiglia - prosegue il discorso rivolto presidente Gigi De Palo e agli altri delegati - non è da etichettare come confessionale per poterla accusare, a torto, di parzialità. Essa si basa invece sulla dignità della persona umana e perciò può essere riconosciuta e condivisa da tutti, come avviene quando, anche in contesti istituzionali, ci si riferisce al “Fattore Famiglia” quale elemento di valutazione politica e operativa, moltiplicatore di ricchezza umana, economica e sociale».Fonte Città del Vaticano.

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Ultimo aggiornamento ( Sunday 17 June 2018 )
 
Angelus di Papa Francesco PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Monday 11 June 2018
Nel Vangelo di oggi gli scribi attaccano Gesù: “è posseduto da Satana”. Francesco: Dio ci liberi dalla tentazione di distruggere con malizia la reputazione dell’altro
Papa Francesco: l'invidia è veleno mortale

Le false accuse con le quali si vuole distruggere la buona fama dell’altro, per invidia della sua bontà, sono “un veleno mortale”. Lo sottolinea Papa Francesco prima della preghiera dell’Angelus di questa domenica, la decima del tempo ordinario, commentando il Vangelo di Marco e le due “incomprensioni” affrontate da Gesù: quella degli scribi e quella dei suoi stessi familiari. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Gli scribi, per screditare Gesù agli occhi della gente, che lo cercava per essere guarita nel corpo e nello spirito, fanno l’”ufficio dei chiacchieroni”, tolgono l'autorità e lo accusano di essere posseduto da Belzebù e di scacciare i demoni per mezzo del capo stesso dei demoni. Gesù, spiega il Papa alle 20 mila persone in piazza e ai milioni collegati attraverso i media, reagisce con parole forti e chiare, “perché quegli scribi, forse senza accorgersene, stanno cadendo nel peccato più grave: negare e bestemmiare l’Amore di Dio che è presente e opera” in Lui. 

Un episodio, prosegue Francesco, che contiene un ammonimento per tutti noi: Può capitare che una forte invidia per la bontà e per le opere buone di una persona possa spingere ad accusarla falsamente. Qui c’è un vero veleno mortale: la malizia con cui in modo premeditato si vuole distruggere la buona fama dell’altro. Dio ci liberi da questa terribile tentazione!

E se, esaminando la nostra coscienza, chiarisce il Pontefice, “ci accorgiamo che questa erba cattiva sta germogliando dentro di noi, andiamo subito a confessarlo”, prima che si sviluppi e produca i suoi effetti malvagi. “State attenti – ammonisce – questo atteggiamento distrugge famiglie, le comunità e perfino la società”.

La seconda incomprensione riportata dal Vangelo di Marco è quella dei familiari di Gesù, che erano preoccupati “perché la sua nuova vita itinerante sembrava loro una pazzia”. Infatti, per guarire malati e peccatori, il Salvatore non aveva tempo nemmeno per mangiare. “Gesù era così – commenta il Papa – prima la gente”.

I familiari decidono allora di riportarlo a Nazareth, e arrivati dove Gesù sta predicando, lo mandano a chiamare. Alla notizia “tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano”, Cristo risponde: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”, e indica le persone che gli stanno intorno per ascoltarlo: “Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”.

Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro. Sparlare degli altri ci fa delle famiglia del diavolo.

La risposta di Gesù, conclude Francesco, “non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio”. Ci aiuti la Vergine a vivere sempre in comunione con Gesù, “riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova”.

Dopo la preghiera mariana, il Pontefice ricorda che oggi, ad Agen, in Francia, “viene proclamata Beata suor Maria della Concezione, al secolo Adelaide de Batz de Trenquelléon. Vissuta tra i secoli diciottesimo e diciannovesimo, ha fondato le Figlie di Maria Immacolata, dette Marianiste. Lodiamo il Signore per questa sua figlia che ha consacrato la vita a Lui e al servizio dei fratelli”. Fonte Vaticana.

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Vacanze con Don Bosco 2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Friday 01 June 2018
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40 Su e Zo per i Ponti a Venezia PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Thursday 22 March 2018
suezo2018

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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 10 July 2018 )
 
Nuovo membro Presidenza Nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Sunday 19 February 2017
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Padre Antonio Spadaro, gesuita, Direttore della rivista "La Civiltà Cattolica", è stato nominato componente della Presidenza nazionale nella qualità di Exallievo sacerdote non salesiano. L'interessato ha accettato tramite comunicazione al Delegato nazionale don Gianni Russo. La Cisi (Conferenza italiana Ispettori d'Italia), presieduta da don Stefano Martoglio, ha dato il suo benestare. La Civiltà Cattolica è una rivista in edizione dal 1850 ed ha raggiunto il numero n. 4000. http://www.laciviltacattolica.it/

Il quaderno dei Gesuiti è stato presentato lo scorso mese a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Sunday 19 February 2017 )
 
Appuntamenti 2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Saturday 13 March 2010

   

Luglio

 

Dom. 1 Sab. 7 Vacanze con Don Bosco

in Val di Fassa (tn).

 

 

Agosto

 

Merc. 15 Assunzione di Maria Vergine.

 

 

Settembre.

 

Sab. 8 Natività di S. Maria.

 

Sab. 22 Consiglio Isp.le a Mestre.

 

 

Novembre.

 

Giov.1 Tutti i Santi.

 

 

Dicembre

 

Sab. 8 Immacolata Concezione.

 

Mart. 25 S. Natale.

 

Merc. 26 S. Stefano. 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le date sono possibili di variazioni e i programmi dettagliati, saranno comunicati in seguito.

   

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Ultimo aggiornamento ( Monday 11 June 2018 )