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"Cari Ex Allievi/e, fate che la gente,
domandando chi siete,
possa sentirsi rispondere stupefatta:
è un figlio di don Bosco"



Valgrande 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Friday 20 January 2012
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Giornata formativa del 5 febbraio '12 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Tuesday 17 January 2012

 

 

Mestre, 13.01.2012

 

Invito alla giornata formativa della Famiglia Salesiana

 

Carissime e carissimi,

            la giornata formativa della Famiglia Salesiana è diventata ormai un appuntamento annuale fisso, un momento di fraternità che permette a tutti i gruppi di riconoscere la varietà di sfumature con cui è presente la luce del carisma di Don Bosco sul nostro territorio, ma anche un’opportunità per approfondire qualche suo aspetto da tutti condiviso.

Quest’anno la Strenna del Rettor Maggiore, punto di riferimento del nostro cammino comunitario, recita: “conoscendo e imitando Don Bosco facciamo dei giovani la missione della nostra vita”. Per una adeguata preparazione al secondo centenario della nascita di Don Bosco siamo invitati ad acquisire una conoscenza più profonda di Don Bosco, che sia espressione del nostro amore per lui, fino all’imitazione, ma allo stesso tempo ci viene ricordato che per avvicinare Don Bosco il nostro cuore deve essere là dove si trova il suo. Non possiamo perciò trascurare  l’imperativo della seconda parte della strenna: “fare dei giovani la missione della nostra vita”.

Siamo tutti ugualmente coinvolti, bisognosi gli uni dell’apporto degli altri; nessuno può mettersi o essere lasciato ai margini, perché il mondo giovanile cui si rivolge la nostra missione è davvero complesso, con tante contraddizioni. L’attenzione a diverse fasce di destinatari o la diversità di approccio al mondo giovanile, che talvolta ci caratterizza, non è un ostacolo alla stima reciproca né impedisce di concordare alcune azioni pastorali, può invece favorire un ampliamento di orizzonti e un servizio più variegato alla Chiesa cui apparteniamo.

Per approfondire la comunione fra noi, inoltre, riceveremo ufficialmente dal Rettor Maggiore tra pochi giorni un nuovo documento, la carta di identità della Famiglia Salesiana, un ulteriore sostegno per camminare insieme.

Ci ritroviamo dunque domenica 5 febbraio con questo programma:

ore   9.00            Accoglienza

ore   9.30            Presentazione dei gruppi e preghiera. Introduzione alla giornata

ore  10.00  “Con differenti doni a servizio della missione giovanile salesiana

                            Relatore don E. Peretti

ore  11.45           Celebrazione dell’Eucaristia

ore 12.30            Pranzo

ore 14.00 "Frate o non frate io sto con don Bosco": ma oggi è proprio così?

                           Relazioni possibili tra PG e Famiglia Salesiana. (Don Igino, Sr Anna).

 

Rinnovo a tutti gli auguri di un sereno 2012. 

                                                                                                          Cordiali saluti. Don Jean   

 

P.S.
 
Cari amici Exallievi,
vi inoltro alcune precisazioni pervenutemi in merito alla sede dell'incontro in occasione della giornata formativa della Famiglia Salesiana, il prossimo 5 febbraio:
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Carissime/i,
nella lettera di invito alla giornata formativa della Famiglia Salesiana non era precisata la sede dell’incontro di domenica 5 febbraio. Me ne scuso.
Sede dell’incontro sarà il Centro ispettoriale dei Salesiani, via dei Salesiani 15 Mestre.
In attesa di vederci rinnovo gli auguri per la festa ormai prossima di Don Bosco.
 
Cordiali saluti
Don Jean

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Buona giornata a tutti. 

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Ultimo aggiornamento ( Thursday 26 January 2012 )
 
per un buon inizio d'anno PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Thursday 12 January 2012


ISPETTORIA SALESIANA NORD-EST "San Marco" (INE)

EXALLIEVI ED EXALLIEVE DI DON BOSCO

 

 

AUGURI!  E’ ARRIVATO IL 2012:

un anno che dobbiamo vivere con  lo scopo di valorizzare e  consolidare  la nostra appartenenza, al Carisma del Santo Fondatore.

 

Carissimi amici ed amiche,

siamo entrati a pieno titolo, ormai, in questo nuovo anno 2012!

 

Dopo i brindisi, rimbocchiamoci le maniche e continuiamo, senza timore, il nostro cammino di servizio. E’ un sacro dovere farlo con forza e determinazione, per garantire un futuro alla nostra associazione.

Noi exallievi ed exallieve consapevoli di far parte della Famiglia di don Bosco non individualmente, ma attraverso uno dei gruppi che la compongono, ci dobbiamo sentire corresponsabili della missione salesiana e dobbiamo  impegnarci a collaborare fattivamente al progetto educativo salesiano, secondo le nostre possibilità e la nostra specifica competenza: “Laici e Laiche che diffondono il Sistema Preventivo di Don Bosco con la loro vita, con il loro essere laici e laiche impegnati nella e per la Famiglia Salesiana”.

Il nostro impegno, cari amici, deve continuare  quindi con rinnovato vigore. E’ proprio con questo invito-speranza che voglio rinnovare a tutti Voi gli auguri di uno splendido anno 2012 !

Ci vedremo tra poche settimane nella primo Consiglio Ispettoriale del nuovo anno, in calendario per il prossimo 11 Febbraio, a San Donà di Piave. Seguirà, per tutti i dettagli, la lettera-convocazione del nostro Segretario.

 

Mestre, lì 3 gennaio 2012

                                               Buon anno a tutti Voi ed alle Vostre famiglie!

                                      Paolo Libralon  

 

   

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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 17 January 2012 )
 
Nuovo Ispettore Nord Est PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Thursday 12 January 2012

 

 

 10/1/2012 - RMG - Nuovo Ispettore per l’Italia Nord Est




(ANS – Roma) – Il Superiore dell’Ispettoria “San Marco” dell’Italia Nord Est (INE) per il sessennio 2012-2018 sarà don Roberto Dal Molin. Lo scorso 7 gennaio, attraverso una comunicazione, don Pier Fausto Frisoli, Consigliere Regionale per l’Italia e il Medio Oriente, ha notificato la nomina di don Dal Molin ai salesiani dell’Ispettoria INE.

Nato il 21 ottobre 1967, don Dal Molin, dopo aver frequentato il noviziato di Pinerolo, ha emesso la prima professione religiosa l’8 settembre 1988. È stato ordinato sacerdote il 22 giugno del 1996 ed è membro del Consiglio Ispettoriale, con diversi incarichi, dal 2003.

Don Dal Molin succede a don Eugenio Riva; l’insediamento avverrà il 1° settembre prossimo a Mestre.

                                                                                                                               Davide Triadantasio

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Ultimo aggiornamento ( Friday 20 January 2012 )
 
Strenna 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Tuesday 11 October 2011
«Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore» (Gv 10,11)

 

Presentazione della Strenna 2012

 

 Conoscendo e imitando Don Bosco,
facciamo dei giovani la missione della nostra vita

 

Il primo anno del triennio di preparazione al bicentenario della nascita di Don Bosco è tutto centrato sulla conoscenza della sua storia. Dobbiamo studiarlo e, attraverso le vicende della sua vita, dobbiamo conoscerlo come educatore e pastore, fondatore, guida, come legislatore. Si tratta di una conoscenza che conduce all’amore e all’imitazione. Questo è il tema della Strenna 2012.
Per noi membri della Famiglia salesiana, per chi a Don Bosco si rivolge come a punto di riferimento, la sua figura deve essere ciò che San Francesco d’Assisi è stato e continua ad essere per i Francescani o Sant’Ignazio di Loyola per i Gesuiti, vale a dire il fondatore, il maestro di spirito, il modello di educazione e soprattutto l’iniziatore di un movimento di risonanza mondiale, capace di proporre all’attenzione della Chiesa e della società, con una formidabile forza d’urto, i bisogni dei giovani, la loro condizione, il loro futuro. Ma come fare questo senza rivolgerci alla storia, che non è la custode di un passato ormai perduto, bensì di una memoria vive che è dentro di noi e ci interpella in funzione di attualità?
L’approccio a Don Bosco, fatto con i metodi propri della ricerca storica, ci ha portati a meglio comprendere e misurare la sua grandezza umana e cristiana, la sua genialità operativa, le sue doti di educatore, la sua spiritualità, la sua opera, pienamente comprensibile solo se profondamente radicata nella storia della società in cui visse. Nello stesso tempo nella conoscenza della sua vicenda storica siamo sempre rimasti consapevoli dell’intervento provvidenziale di Dio nella sua vita. In questo studio storico non c’è nessun rifiuto aprioristico delle validissime e rispettabilissime immagini di Don Bosco che generazioni di Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani Cooperatori e membri della Famiglia Salesiana hanno avuto, del Don Bosco che essi conosciuto e amato, ma c’è e ci deve essere la presentazione e la rielaborazione di un’immagine di Don Bosco che sia attuale, parli al mondo di oggi, si avvalga di un linguaggio rinnovato.
L’immagine di Don Bosco e della sua azione va ricostruita seriamente, a partire dal nostro orizzonte culturale: dalla complessità della vita di oggi, dalla globalizzazione, dalle difficoltà di apostolato, dalla diminuzione delle vocazioni, dalla “messa in questione” della vita consacrata. I cambiamenti radicali, o epocali come li chiamava il mio predecessore don Egidio Viganò, ci costringono a rivedere tale immagine e a ripensarla sotto altra luce, per una fedeltà che non sia ripetizione di formule e ossequio formale alla tradizione.
L’importanza storica di Don Bosco è da rintracciare, oltre che nelle «opere» e in alcuni elementi pedagogici relativamente originali, soprattutto nella sua percezione concreta e affettiva della portata universale, teologica e sociale del problema della gioventù «abbandonata», e nella sua grande capacità di comunicarla a larghe schiere di collaboratori, di benefattori e di ammiratori.

Domandiamoci: siamo noi oggi fedeli discepoli di Don Bosco? Viviamo ancora la tensione che egli ha vissuto fra ideale e realizzazione, fra intuizione e sua incarnazione nel tessuto sociale in cui si trovava ad operare?
Essere fedeli a don Bosco significa conoscerlo nella sua storia e nella storia del suo tempo, fare nostre le sue ispirazioni, assumere le sue motivazioni e scelte.
Essere fedeli a don Bosco e alla sua missione significa coltivare in noi un amore costante e forte nei confronti dei giovani, specialmente i più poveri.
Tale amore ci porta a rispondere ai loro bisogni più urgenti e profondi. Come Don Bosco ci sentiamo toccati dalle loro situazioni di difficoltà: la povertà, il lavoro minorile, lo sfruttamento sessuale, la mancanza di educazione e di formazione professionale, l’inserimento nel mondo del lavoro, la poca fiducia in se stessi, la paura davanti al futuro, lo smarrimento del senso della vita.
Con affetto profondo e amore disinteressato cerchiamo di essere presenti in mezzo a loro con discrezione e autorevolezza, offrendo proposte valide per il loro cammino, le loro scelte di vita e la loro felicità presente e futura; in tutto ciò ci rendiamo loro compagni di cammino e guide competenti.
In particolare, riferendoci ai giovani di oggi, cerchiamo di comprendere il loro nuovo modo di essere. Molti di loro sono dei “digital natives” che attraverso le nuove tecnologie cercano esperienze di mobilitazione sociale, possibilità di sviluppo intellettuale, elementi di progresso economico, forme di comunicazione istantanea, opportunità di protagonismo, … Anche in questo campo vogliamo condividere la loro vita ed i loro interessi. Animati dallo spirito creativo di Don Bosco, noi educatori, ci facciamo vicini come “digital immigrates”, cercando di aiutarli a superare il gap generazionale con i loro genitori o il mondo degli adulti.
Ci prendiamo cura di loro durante tutto il loro cammino di crescita e maturazione, dedicando loro il nostro tempo e le nostre energie e stando con loro, nei momenti che vanno dalla fanciullezza alla giovinezza.
Ci prendiamo cura di loro, quando difficili situazioni, come la guerra, la fame, la mancanza di prospettive, li portano all’abbandono della propria casa e famiglia e si trovano soli ad affrontare la vita.
Ci prendiamo cura di loro, quando sono ansiosamente alla ricerca di una prima occupazione di lavoro e si impegnano a inserirsi nella società, talvolta senza speranza e prospettive di riuscita.
Ci prendiamo cura di loro, quando stanno costruendo il mondo di loro affetti, la loro famiglia, soprattutto accompagnando il loro cammino di fidanzamento e i primi anni del loro matrimonio (cfr. GC26, 98.99.104).
Ci sta particolarmente a cuore colmare il vuoto più profondo del loro cuore, aiutandoli nella ricerca di senso della loro vita e soprattutto offrendo un percorso di crescita nella conoscenza e nell’amicizia con il Signore Gesù, nell’esperienza di una Chiesa viva, nell’impegno concreto di vivere la loro vita come una vocazione.

A partire dalla conoscenza della storia di Don Bosco, i grandi punti di riferimento e gli impegni della Strenna del 2012 sono i seguenti.

  1. La carità pastorale caratterizza tutta la storia di Don Bosco ed è l’anima delle sue molteplici opere. Potremmo dire che essa è la prospettiva storica sintetica attraverso la quale leggere tutta la sua esistenza. Il Buon Pastore conosce le sue pecore e le chiama per nome; egli le disseta ad acque cristalline e le pascola in prati verdeggianti; diventa la porta attraverso la quale le pecore entrano nell’ovile; da’ la propria vita affinché le pecore abbiano vita in abbondanza. La forza più grande del carisma di Don Bosco consiste nell’amore che viene attinto direttamente dal Signore Gesù, imitandolo e rimanendo in Lui. Questo amore consiste nel “dare tutto”. Da qui promana il suo voto apostolico: “Ho promesso a Dio che sino all’ultimo respiro della mia vita sarà per i miei giovani poveri”. Questo è il nostro marchio e la nostra credibilità presso i giovani!
  2. Nella storia di Don Bosco conosciamo le tante fatiche, rinunce, privazioni, sofferenze, i numerosi sacrifici che egli ha fatto. Il buon pastore dà la vita per sue pecore. Attraverso i bisogni e le richieste dei giovani, Dio sta chiedendo a ogni membro della Famiglia salesiana di sacrificare se stesso per loro. Vivere la missione non è dunque un attivismo vano, ma piuttosto un conformare il nostro cuore al cuore del Buon Pastore, che non vuole che alcuna delle sue pecore vada perduta. E’ una missione profondamente umana e profondamente spirituale. E’ cammino di ascesi; non c’è presenza animatrice tra i giovani senza ascesi e sacrificio. Perdere qualcosa, o meglio, perdere tutto per arricchire la vita dei nostri giovani è il sostegno della nostra dedizione e del nostro impegno.
  3. Nel verbale di fondazione della Congregazione salesiana e soprattutto nello sviluppo storico della molteplice opera di Don Bosco, possiamo conoscere le finalità della Famiglia salesiana, che a poco a poco si andavano delineando. Noi siamo chiamati ad essere apostoli dei giovani, degli ambienti popolari, delle zone più povere e missionarie. Oggi più che mai ci impegniamo a comprendere e assumere criticamente la cultura mediatica e ci serviamo dei mezzi di comunicazione sociale, in particolare delle nuove tecnologie, come potenziali moltiplicatori della nostra azione di vicinanza e di accompagnamento dei giovani. Mentre siamo in mezzo a loro come educatori, li coinvolgiamo come nostri primi collaboratori, esattamente come ha fatto il nostro Padre, diamo loro responsabilità, li aiutiamo ad assumere iniziativa, li abilitiamo a essere apostoli dei loro coetanei. In questo modo noi possiamo dilatare sempre di più il grande cuore di Don Bosco, che avrebbe voluto raggiungere e servire i giovani in tutto il mondo.
  4. I nostri buoni propositi non possono rimanere vuote dichiarazioni. Come Don Bosco, oggi Dio ci attende nei giovani! Dobbiamo perciò incontrarli e stare con loro nei luoghi, situazioni e frontiere dove essi ci aspettano; per questo occorre andare loro incontro, fare sempre il primo passo, camminare insieme a loro. E’ consolante vedere come in tutto il mondo la Famiglia salesiana si sta prodigando per i giovani più poveri: ragazzi di strada, ragazzi emarginati, ragazzi lavoratori, ragazzi soldato, giovani apprendisti, orfani abbandonati, bambini sfruttati; ma un cuore che ama è sempre un cuore che si interroga. Anche oggi, o forse oggi più che mai, Don Bosco si pone domande. Attraverso la conoscenza della sua storia, dobbiamo ascoltare gli interrogativi di Don Bosco rivolti a noi. Cosa possiamo fare di più per i giovani poveri? Quali sono le nuove frontiere nella regione dove lavoriamo, nel paese in cui viviamo? Abbiamo orecchi per ascoltare il grido dei giovani di oggi? Oltre alle già citate povertà, quante altre appesantiscono il cammino dei giovani di oggi? Quali sono le nuove frontiere in cui oggi dobbiamo impegnarci? Pensiamo alla realtà della famiglia, alla emergenza educativa, al disorientamento nell’educazione affettiva e sessuale, alla mancanza d’impegno sociale e politico, al riflusso nel privato della vita personale, alla debolezza spirituale, alla infelicità di tanti giovani. Ascoltiamo il grido dei giovani e offriamo risposte ai bisogni più urgenti e più profondi, ai bisogni più concreti e a quelli spirituali.
  5. Dalla sua vicenda personale noi possiamo conoscere le risposte di Don Bosco di fronte ai bisogni dei giovani. In questo modo possiamo meglio considerare le risposte che già abbiamo messo in atto e quali altre risposte da creare. Certo le difficoltà non mancano. Si dovranno pure “affrontare i lupi” che vogliono divorare il gregge: l’indifferentismo, il relativismo etico, il consumismo che distrugge il valore di cose ed esperienze, le false ideologie. Dio ci sta chiamando e Don Bosco ci incoraggia ad essere Buoni Pastori, ad immagine del Buon Pastore, perché i giovani possano ancora trovare Padri, Madri, Amici; possano trovare soprattutto Vita. Di più, la Vera Vita, la vita in abbondanza offerta da Gesù!
  6. Le Memorie dell’Oratorio di San Francesco, scritte da Don Bosco per richiesta esplicita del Papa Pio IX, sono un punto di riferimento imprescindibile per conoscere il cammino spirituale e pastorale di Don Bosco. Sono scritte perché noi potessimo conoscere gli inizi prodigiosi della vocazione e dell’opera di Don Bosco, ma soprattutto perché assumendo le motivazioni e le scelte di Don Bosco, ognuno di noi personalmente e ogni gruppo della Famiglia salesiana potessimo fare lo stesso cammino spirituale e apostolico. Esse sono state definite “memorie di futuro”. Perciò durante quest’anno impegniamoci a conoscere questo testo, a comunicarne i contenuti, a diffonderlo, soprattutto a metterlo nelle mani dei giovani: esso diventerà un libro ispiratore anche per le loro scelte vocazionali.

Don Pascual Chávez V., SDB
Rettor Maggiore

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Appuntamenti 2011-2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Saturday 13 March 2010
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Ultimo aggiornamento ( Friday 11 November 2011 )