Home
Home

 

"Cari Ex Allievi/e, fate che la gente,
domandando chi siete,
possa sentirsi rispondere stupefatta:
è un figlio di don Bosco"



Festa del Sė 2022 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Sunday 01 May 2022
Sabato 30 aprile sè tenuta, dopo 3 anni, la Festa del Sì degli ex allievi e alunni di istituti salesiani del Nord Est. Discreta la partecipazione presso l'istituto di Castello di Godego, centro in provincia di Treviso. Gli amici ex allievi sono stati ricevuti dal Direttore dell'Istituto, don Rossano Zanellato e daglia ltri confratelli. La S. Messa è stata concelebrata dal Delegato Ispett.le don Marek e dall'ex Delegato Nazionale e Isp.le, don Enrico Peretti. Curato e abbondante il pranzo comunitario finale per un arrivederci al 2023.279567758_10227150075318670_7786697237458591873_n

Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (9) | Copia sul tuo sito

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 11 May 2022 )
 
Visita del Presidente della Repubblica al Bearzi PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Sunday 01 May 2022
Il Capo dello Stato, prof. On. Sergio Mattarella, ha visitato venerdì 29 aprile '22, l'Istituto Giacomino Bearzi di Udine, nel ricordo del giovane Lorenzo Parelli, deceduto durante uno stage scuola-lavoro a Morsano di strada. E' stata l'occasione di parlare di lavoro, professionalità, sicurezza sui luoghi di lavoro e formazione professionale dei giovani, nell'imminenza della festa del lavoro del 1 maggio. Il Presidente, accolto dal Direttore dell'Istituto, don Lorenzo Teston, dinanzi agli insegnanti, agli alunni dell'Istituto salesiano di Udine, alle diverse autorità civili, militari e all'Arcivescovo di Udine, Mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha voluto ringraziare tutti i presenti per la dedizione al lavoro, la dignità che esso dà e i valori appresi presso le scuole sia pubbliche che private. Dopo l'intervento nella palestra dell'istituto e una visita ai laboratori, il Presidente ha percorso in auto le vie centrali della città di Udine, allietato dal suono delle campane dei diversi campanili del centro, in primis della cattedrale di Udine.279198880_3236806126530848_1128535968894646362_n279192745_3236806519864142_1747810885451214795_n279209367_3236781573199970_6396430124831927013_n

Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (11) | Copia sul tuo sito

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 11 May 2022 )
 
Su e zo per i ponti 2022 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Friday 22 April 2022

 

suezo2022

 

 

 

 

 

per il programma completo e le iscrizioni vai su: https://www.suezo.it/

partenza domenica 15 maggio '22 ore 9.30 da piazza S. Marco.

patrocinio Regione Veneto, Comune di Venezia, Università Cà Foscari e Iusve. 

Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (13) | Copia sul tuo sito

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 11 May 2022 )
 
Messaggio Urbi et Orbi di Pasqua PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Monday 18 April 2022

Urbi et Orbi. Il Papa: basta guerre, lasciamoci vincere dalla pace di Cristo


Redazione Internet lunedì 18 aprile 2022
Rivolgendosi al mondo intero nel tradizionale Messaggio di Pasqua, il Pontefice ricorda ancora la guerra in Ucraina E i Paesi martoriati da lunghi conflitti e violenze
Il Papa: basta guerre, lasciamoci vincere dalla pace di Cristo

Fotogramma


“Lasciamo entrare la pace di Cristo nelle nostre vite, nelle nostre case, nei nostri Paesi!” invita Francesco nel suo Messaggio Urbi et Orbi di Pasqua.​
Il Papa ripete le parole di Gesù risorto ai suoi discepoli: “Pace a voi”, ma definisce quella di quest’anno una “Pasqua di guerra”, perché “troppo sangue abbiamo visto, troppa violenza” e si fa fatica “a credere che Gesù sia veramente risorto, che abbia veramente vinto la morte”. Ma “Cristo è risorto! È veramente risorto!”, afferma Francesco, anche se quella che stiamo vivendo sembra una Quaresima che non vuole finire. È chiara l’allusione alla situazione in Ucraina, ma il pensiero del Papa è anche per quelle Nazioni da decenni segnate da conflitti, quelle che vivono una drammatica crisi umanitaria o gravi problematiche. Ma c’è anche il bilancio di due anni di pandemia da considerare: "Era il momento di uscire insieme dal tunnel, mano nella mano, mettendo insieme le forze e le risorse... E invece stiamo che in noi non c’è ancora lo spirito di Gesù, c’è ancora lo spirito di Caino, che guarda Abele non come un fratello, ma come un rivale, e pensa a come eliminarlo. Abbiamo bisogno del Crocifisso Risorto per credere nella vittoria dell’amore, per sperare nella riconciliazione".

La voce del Pontefice riecheggia in una piazza San Pietro abbellita da 40 mila fiori e decorazioni offerti da fioristi olandesi e professori di floristica di biotecnologie della slovena Naklo e allestiti con la collaborazione dei giardinieri vaticani. Il Papa ricorda che “le piaghe nel Corpo di Gesù risorto sono il segno della lotta che Lui ha combattuto e vinto per noi, con le armi dell’amore, perché noi possiamo avere pace, essere in pace, vivere in pace”. Quindi invoca la pace menzionando quanto sta accadendo nell’Est Europa: "Sia pace per la martoriata Ucraina, così duramente provata dalla violenza e dalla distruzione della guerra crudele e insensata in cui è stata trascinata. Su questa terribile notte di sofferenza e di morte sorga presto una nuova alba di speranza! Si scelga la pace. Si smetta di mostrare i muscoli mentre la gente soffre".

Insiste, Francesco, perché tutti si impegnino a chiedere la pace e sollecita i responsabili delle Nazioni ad ascoltare “il grido di pace della gente”, poi confida: "Porto nel cuore tutte le numerose vittime ucraine, i milioni di rifugiati e di sfollati interni, le famiglie divise, gli anziani rimasti soli, le vite spezzate e le città rase al suolo. Ho negli occhi lo sguardo dei bambini rimasti orfani e che fuggono dalla guerra. Guardandoli non possiamo non avvertire il loro grido di dolore, insieme a quello dei tanti altri bambini che soffrono in tutto il mondo: quelli che muoiono di fame o per assenze di cure, quelli che sono vittime di abusi e violenze e quelli a cui è stato negato il diritto di nascere".

Rattristato da quanto sta accadendo, il Papa non dimentica, però, “le porte aperte di tante famiglie e comunità che in tutta Europa accolgono migranti e rifugiati”. Da qui l’auspicio che “questi numerosi atti di carità diventino una benedizione per le nostre società, talvolta degradate da tanto egoismo e individualismo, e contribuiscano a renderle accoglienti per tutti”. Ma Francesco spera anche sollecitudine per “altre situazioni di tensione, sofferenza e dolore”.

 

Fotogramma

 



E dopo aver commentato i recenti fatti di cronaca comincia il lungo elenco dei Paesi che hanno più bisogno di preghiere:

Sia pace per il Medio Oriente, lacerato da anni di divisioni e conflitti. In questo giorno glorioso domandiamo pace per Gerusalemme e pace per coloro che la amano, cristiani, ebrei e musulmani. Possano israeliani, palestinesi e tutti gli abitanti della Città Santa, insieme con i pellegrini, sperimentare la bellezza della pace, vivere in fraternità e accedere con libertà ai Luoghi Santi nel rispetto reciproco dei diritti di ciascuno. Pace per i Paesi dilaniati da tensioni e violenze e per tutta l’Africa

E prosegue, il Pontefice, ricordando i popoli del Libano, della Siria e dell’Iraq. Domanda pace “per la Libia, perché trovi stabilità dopo anni di tensioni, e per lo Yemen, che soffre per un conflitto da tutti dimenticato con continue vittime”, e si augura che “la tregua siglata nei giorni scorsi possa restituire speranza alla popolazione”. Esorta, poi, a pregare “per il Myanmar, dove perdura un drammatico scenario di odio e di violenza, e per l’Afghanistan, dove non si allentano le pericolose tensioni sociali e dove una drammatica crisi umanitaria sta martoriando la popolazione”. Quindi il Papa estende la sua invocazione per l’intera Africa:

Sia pace per tutto il continente africano, affinché cessino lo sfruttamento di cui è vittima e l’emorragia portata dagli attacchi terroristici – in particolare nella zona del Sahel – e incontri sostegno concreto nella fraternità dei popoli. Ritrovi l’Etiopia, afflitta da un grave crisi umanitaria, la via del dialogo e della riconciliazione, e cessino le violenze nella Repubblica Democratica del Congo. Non manchi la preghiera e la solidarietà per le popolazioni del Sudafrica orientale, colpite da devastanti alluvioni.

Infine Francesco prega per l’America Latina, dove la pandemia ha peggiorato alcune condizioni sociali, “esacerbate anche da casi di criminalità, violenza, corruzione e narcotraffico”, e ancora per la riconciliazione della Chiesa cattolica canadese con i popoli autoctoni.

Video


E terminando il suo discorso, il Papa torna ancora sulla guerra, avverte che ogni conflitto porta con sé strascichi che coinvolgono tutta l’umanità: dai lutti al dramma dei profughi, alla crisi economica e alimentare”. Ma incoraggia a guardare a Gesù che ha vinto la morte e ci dona pace: "Davanti ai segni perduranti della guerra, come alle tante e dolorose sconfitte della vita, Cristo, vincitore del peccato, della paura e della morte, esorta a non arrendersi al male e alla violenza. Fratelli e sorelle, lasciamoci vincere dalla pace di Cristo! La pace è possibile, la pace è doverosa, la pace è primaria responsabilità di tutti!"

Il cardinale Martino annuncia, quindi, la benedizione del Papa con l'indulgenza plenaria, alle consuete condizioni. Francesco recita la formula solenne e concede a tutti il perdono dei peccati. E prima del segno della croce si raccoglie qualche istante in silenzio, poi pronuncia in latino: "Dio onnipotente e misericordioso vi dia l’indulgenza, l’assoluzione e il perdono di tutti i vostri peccati, un periodo di pentimento genuino e fruttuoso, un cuore sempre penitente e una conversione della vita, la grazia e il consiglio dello Spirito Santo, e la perseveranza continua nelle opere buone". Fonte Vaticana.


Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (13) | Copia sul tuo sito

 
Auguri di buona Pasqua PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Saturday 16 April 2022
Riflessione in occasione della Santa Pasqua
 
Carissimi Fratelli e Sorelle in don Bosco - Exallievi ed Exallieve del Triveneto,
 
sono qui vicino a voi, con tutta la Presidenza, in questi tempi difficili di pandemia e di guerra.
Queste situazioni complesse sicuramente non vanno in sintonia con il messaggio pasquale che
invece annuncia la vita vera, la gioia piena, la pace nel cuore, che noi tutti vogliamo augurarci.
Ciascuno di noi in questi 40 giorni di Quaresima ha cercato di fare del proprio meglio per essere
pronto ad accogliere e vivere profondamente il vero messaggio della Pasqua, donarlo a chi ci sta
vicino, vicino al cuore, ma anche a chi talvolta si trova lontano da noi fisicamente.
Questo messaggio riusciamo a viverlo pienamente se, nella nostra vita, seguendo l’invito di Papa
Francesco, ci impegniamo a vivere nel nostro quotidiano il significato delle seguenti frasi:
• La Parola di Dio è un dono.
• L’altro è un dono.
• Il peccato ci acceca.
Personalmente credo che il Papa ci inviti a essere liberi da qualsiasi forma di peccato che ci
acceca così da riscoprire, rinfrescare e vivere le tre volontà che fanno parte della reale e piena
vita di una persona:
• VOLONTÀ DI BELLEZZA – va cercata, creata e custodita;
• VOLONTÀ DI BONTÀ - buoni si diventa, ma sappiamo anche che è faticoso correggere i
nostri istinti, sentimenti, pensieri e azioni;
• VOLONTÀ DI VERITÀ – la verità non si ha e non si possiede, ma si incontra, va cercata e
vissuta.
Auguro a tutti noi di saper riscoprire nel quotidiano la bellezza e la gioia di vivere queste volontà
nella nostra vita, diventando noi stessi sempre più un dono gli uni per gli altri all’interno della
società.
Don Bosco, credo, vorrebbe ripetere oggi per ciascuno di noi e per tutti i nostri amici, vicini,
conoscenti: “Il mio unico desiderio è che siano felici nel tempo e nell’eternità” (don Bosco).
La strada per realizzare il desiderio di don Bosco per noi, lo scopriamo vivendo le parole di san
Paolo della lettera ai Galati: «Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo
mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti» (Gal 6,9-10a).
Allora non ci rimane altro che darci un augurio un po’ impegnativo, ma allo stesso tempo bello:
Siate felici e fate di tutto, perché, chi si trova vicino a Voi, possa essere/sentirsi veramente felice.

 
Don Marek Antosik – Delegato
e la Presidenza Ispettoriale

Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (13) | Copia sul tuo sito

 
Processione dal Colosseo a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Saturday 16 April 2022

Colosseo. Ucraina a Russia insieme alla Via Crucis: la preghiera silenziosa per la pace


Mimmo Muolo venerdì 15 aprile 2022
Giovani sposi, nonni, migranti. Nelle meditazioni della Via Crucis con papa Francesco i tanti volti dell’universo familiare. Per protesta i media ucraini non hanno trasmesso il solenne rito
Le due donne ucraina e russa alla Via Crucis al Colosseo

Le due donne ucraina e russa alla Via Crucis al Colosseo - Ansa


Tutte le famiglie del mondo sotto la croce. Famiglie alle prese con i drammi del quotidiano e le tragedie della storia. Famiglie che però vogliono andare oltre la sofferenza. Perché sanno che dopo il Venerdì Santo viene la Risurrezione. O perché ha toccato con mano il dolore dei loro popoli dilaniati dalla guerra, ma neanche questo può scalfire la loro amicizia. Così è per Irina (ucraina) e Albina (russa), che portano la croce alla XIII stazione, guardandosi con le lacrime negli occhi. È la stazione del grido di Gesù, poco prima di morire: «Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Nei giorni scorsi, da Kiev, voci contrarie a questa iniziativa si sono levate non senza suscitare sorpresa e sconcerto, al punto che i media ucraini (anche cattolici) non hanno trasmesso la Via Crucis. Un’ulteriore ferita. Ma a vederle lì, lungo il sentiero della croce disegnato intorno al Colosseo, le due donne sono la personificazione della ricerca di una pace difficile sì, ma non impossibile. Perché nulla è impossibile a Dio e perché sotto la croce non c’è – e non ci può essere più – né giudeo né greco, come direbbe san Paolo. Viene mutata la meditazione che accompagna questo momento: «Di fronte alla morte il silenzio è più eloquente delle parole. Sostiamo pertanto in un silenzio orante e ciascuno nel proprio cuore preghi per la pace nel mondo». Così si prega. E il silenzio si protrae per lunghi secondi.

Sentimenti che verranno ripresi nella preghiera finale del Papa, che non tiene il discorso finale, ma invoca: «Tienici per mano, come un Padre, perché non ci allontaniamo da Te; converti al tuo cuore i nostri cuori ribelli, perché impariamo a seguire progetti di pace; porta gli avversari a stringersi la mano, perché gustino il perdono reciproco; disarma la mano alzata del fratello contro il fratello, perché dove c’è l’odio fiorisca la concordia. Fa’ che non ci comportiamo da nemici della croce di Cristo, per partecipare alla gloria della sua risurrezione».

Sono immagini, parole, suggestioni della via Crucis del Venerdì Santo tornata nella sua sede naturale, dopo l’interruzione dovuta al Covid. Francesco è là, segue il percorso in profondo raccoglimento dal terrapieno di fronte al Colosseo. E sono là, insieme con oltre 10mila fedeli, anche le famiglie scelte, in questo anno dedicato al nucleo fondamentale della società, per portare la croce nelle quattordici stazioni.

Una coppia di giovani sposi, una famiglia in missione, sposi anziani senza figli, una famiglia numerosa, una famiglia con un figlio disabile, una famiglia che gestisce una casa famiglia, una famiglia con un genitore malato, una coppia di nonni, una famiglia adottiva, una vedova con figli, una famiglia con un figlio consacrato, una famiglia che ha perso una figlia e una famiglia di migranti, oltre alle due donne, una russa e una ucraina, di cui si è già detto.

Nelle meditazioni viene declinata la sofferenza. Ma soprattutto la speranza. La guerra in Ucraina, emerge in tutta la sua tragedia. Nella meditazione poi sostituita c’erano domande che comunque risuonano nei cuori di tutti: «Dove sei Signore? Dove ti sei nascosto? Perché tutto questo? Quale colpa abbiamo commesso? Perché ci hai abbandonato? Perché hai abbandonato i nostri popoli? Perché hai spaccato in questo modo le nostre famiglie? Perché non abbiamo più la voglia di sognare e di vivere? Perché le nostre terre sono diventate tenebrose come il Golgota?».

Ma non c’è solo la guerra. Anche la quotidianità può fare paura. Per i giovani sposi è «la paura di una separazione, perché a tanti coniugi è accaduto». Per la famiglia in missione «il dolore e la sofferenza di una madre che muore di parto e per di più sotto le bombe». Per chi non è riuscito ad avere figli, la paura di restare soli. Per chi ha un figlio disabile (gli era stato consigliato di abortire: «Sarà un peso per voi e per la società») il dover affrontare il giudizio degli altri. Per chi ha perso il marito o addirittura un figlio il confrontarsi con l’ombra della morte. Persino a chi all’inizio ha avversato l’idea che il proprio figlio potesse diventare prete, la croce può fare paura. Così come alla famiglia dei migranti: «Siamo qui, sopravvissuti. Percepiti come un peso. Numeri, categorie, semplificazioni. Eppure siamo persone». Ma sono loro in fondo a dire l’ultima parola. La più importante. «Se non ci rassegniamo è perché sappiamo che la grande pietra sulla porta del sepolcro un giorno verrà rotolata via». È il senso del dolore che salva. La grande certezza di chi crede. Fonte Vaticana.

Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (14) | Copia sul tuo sito

 
Appuntamenti 2022 PDF Stampa E-mail
Scritto da davide triadantasio   
Saturday 13 March 2010

  

    

 

Aprile


Dom. 10 Le Palme.


Dom. 17 S. Pasqua di Resurrezione.


Lun. 18 dell'Angelo.


Lun. 25 S. Marco ev., patrono di Venezia e

Pordenone.

 

Sab. 30 Festa del Sì a Castello di Godego. 

 

 

Maggio


Dom. 1 S. Giuseppe lavoratore.


Ven. 6 S. Domenico Savio.

 

Dom. 15 Su e Zo per i ponti 2022 a Venezia.


Mart. 24 S. Maria Ausiliatrice.

 

 

Giugno

 

 

Giov. 2 Festa della Repubblica.


Sab. 11 Consiglio Ispe.le a Mestre il mattino.

 

Merc. 29 S. Pietro e Paolo, patroni di Roma.

 

 

Luglio



Da sab. 2 a sab. 9  Vacanze con Don Bosco

a Vigo di  Fassa ( TN)

presso Hotel Dolomiti.



Mart. 12 S. Ermacora e Fortunato patroni

di Aquileia e Udine. 

 

 

Agosto

 

 

Lun. 15 S. Maria Assunta.

 

Mart. 16 Genetliaco di Don Bosco (1815).


 

 

Settembre

 

Giov. 8 Natività di S. Maria, patrona di

Vicenza e Pordenone.


 

Sab. 24 Consiglio Isp.le a Mestre il mattino 

 

 

 

 

 



 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le date sono possibili di variazioni ei programmi dettagliati, saranno comunicati in seguito.

   

Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (1118) | Copia sul tuo sito

Ultimo aggiornamento ( Friday 06 May 2022 )